domenica 21 giugno 2009

IL PRIMO VALORE DEL ROTARY: L'AMICIZIA!










ORISTANO 21 GIUGNO 2009
Cari amici,
prima di chiudere questo anno rotariano ho pensato di fare, con tutti Voi, una riflessione sulla nostra Associazione. Oltre 100 anni fa Paul Harris fondando il Rotary lo immaginò come una grande catena di amici. Ecco, il primo dei valori fondanti del Rotary è proprio l'amicizia.
Qualche anno fa, chiudendo la mia laurea in Scienze della Comunicazione e Giornalismo all'Università di Sassari, volli fare una tesi proprio sul Rotary. Volevo approfondire la conoscenza, solo di base, che avevo allora. Questo studio sociologico sul Rotary International mi ha consentito di capire meglio i valori che lo governano. Ecco uno stralcio di questo mio lavoro che porta, come titolo:
" STUDIO SOCIOLOGICO DI UNA ASSOCIAZIONE NO-PROFIT DI PROFESSIONISTI:
IL ROTARY INTERNATIONAL".
Ecco la parte che analizza l'amicizia rotariana.
Buona lettura.
Mario Virdis
I VALORI DEL ROTARY

Il Rotary non è una corrente filosofica o un movimento ideologico, quindi il termine filosofia rotariana è certamente improprio. Tuttavia il termine filosofia rotariana è usato per meglio definire i suoi principi ispiratori, i concetti sull’uomo e sui suoi comportamenti sociali, auspicati e sostenuti. Valori fondamentali, validi ieri come oggi e domani, e sui quali il Rotary è costruito. Ma cos’è in effetti il Rotary? La definizione ufficiale la ricaviamo dal manuale di procedura dell’organizzazione stessa:
... Il Rotary è un’organizzazione di imprenditori, dirigenti e professionisti che si dedicano ad attività umanitarie, lavorano perché tutte le professioni siano improntate ad alti principi etici e cercano di costruire un mondo in cui regnino la pace e la buona volontà…[i]

Quali gli scopi del Rotary? Sempre dal manuale di proceduta rileviamo:
... Lo scopo del Rotary è di diffondere il valore del servizio, motore e propulsore ideale di ogni attività. In particolare, esso si propone di :
Primo. Promuovere e sviluppare relazioni amichevoli fra i propri soci per renderli meglio atti a servire l’interesse generale;
Secondo. Informare ai principi della più alta rettitudine l’attività professionale e imprenditoriale, riconoscendo la dignità di ogni occupazione utile e facendo sì che venga esercitata nella maniera più nobile, quale mezzo per servire la collettività;
Terzo. Orientare l’attività privata, professionale e pubblica di ogni socio del club secondo l’ideale del servizio;
Quarto. Propagare la comprensione reciproca, la cooperazione e la pace a livello internazionale mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli fra persone esercitanti diverse attività economiche e professionali, unite nel comune proposito e nella volontà di servire…[ii]

I cardini su cui si basa la filosofia rotariana possono essere cosi sintetizzati:
- Amicizia
- Etica negli affari e nelle professioni
- Servire l’interesse generale
- Tolleranza e comprensione reciproca
- Cooperazione e ricerca della pace mondiale

L’amicizia, dunque, come punto centrale e unificatore dell’intera associazione. Ho voluto analizzare, in questo capitolo, uno per uno questi punti focali della filosofia del Rotary, aggiungendo poi, in chiusura, un punto di raccordo con le associazioni di volontariato, dove è preminente, invece, il concetto altruistico, la filosofia del Dono. Questo confronto lo ritengo molto importante perché analizza due diverse vie di impegno sociale: quella rotariana improntata all’etica economica e sociale, che si muove nella logica dell’homo oeconomicus e quella del volontariato, animata dalla filosofia del dono, che si muove, invece, nella logica dell’homo donator.
[i] Manuale di procedura 2004, pag.49 -. ediz. Rotary International –2004

[ii] Manuale di procedura 2004, pag.49 -. ediz. Rotary International -2004













AMICIZIA
Il cammino dell’uomo è una continua ricerca di luoghi comuni di incontro. Luoghi dove incontrarsi, discutere, ascoltare, agire; dove accogliere e stringere amicizie. L’amicizia è un sentimento che ha sempre destato l’interesse di studiosi e pensatori, di poeti e filosofi, di tutte le culture e religioni. Il termine amicizia corrisponde al termine greco philía e si incontra nella filosofia greca dapprima come concetto fisico in Empedocle, poi come concetto etico che, fino a Platone, veniva ancora non nettamente distinto dall’eros, dall’amore. Ma cosa intende il Rotary per amicizia? Partiamo dalle definizione di amicizia. Nel lessico corrente la parola amicizia viene usata molto spesso in modo improprio. Spesso viene equivocata con la conoscenza, con la benevolenza, con la simpatia e l’amichevolezza. Scrive F. Alberoni ne L’amicizia (ediz.Garzanti 2002):
… Vediamo, allora, brevemente quali sono i significati più comuni di questa parola. Ci accorgeremo che, nella maggioranza dei casi, la parola amicizia ha ben poco a che fare con quello che noi intendiamo quando pensiamo ad un vero amico. Primo significato: i conoscenti [….] secondo significato: solidarietà collettiva […] terzo significato: relazioni di ruolo […] quarto significato:simpatia e amichevolezza […] Cosa dobbiamo intendere, allora, per amicizia? Intuitivamente questa parola ci fa venire in mente un sentimento sereno, limpido, fatto di fiducia, di confidenza […]
In un libro recente J. M. Reisman, dopo aver esaminato tutta l’immensa letteratura sull’argomento, ha dato la seguente definizione dell’amicizia: <<...AMICO E' COLUI A CUI PIACE E CHE DESIDERA FARE DEL BENE AD UN ALTRO E CHE RITIENE CHE I SUOI SENTIMENTI SIANO RICAMBIATI...>>. Con questa definizione Reisman colloca l’amicizia nel mondo dei sentimenti altruistici e sinceri. … [i]

La definizione data da Reisman è quella che più si avvicina al concetto di amicizia rotariana, anche se non lo esaurisce. L’amicizia non è data dalla semplice frequentazione, dal trascorrere parte del tempo negli stessi luoghi. Vi sono persone che conoscono tutti, danno del tu a tutti, hanno il numero di telefono e dichiarano di essere amici di tutti, ma non sono amici di nessuno. Ė uno dei tanti modi di millantare l’amicizia. Si può essere colleghi, vicini di casa, soci, compagni di lotta e di ideologia, ma non amici nel senso rotariano del termine. Perché l’amicizia è qualcosa di più forte ed importante del semplice interesse a stare insieme. Già Aristotele nell’Etica nicomachea distingueva quella “fondata sull’utile” da quella vera “fondata sulla virtù”. Non siamo, però, ancora arrivati all’esatta definizione del concetto di amicizia che stiamo cercando. L’amicizia che cerchiamo è più complessa: gli ingredienti sono tanti e tutti di estrema importanza. Questa amicizia è costituita da reciprocità, simpatia, affetto, stima, educazione, affinità, rispetto della diversità, lealtà. Ognuno di questi elementi concorre a determinare e completare quel sentimento gioioso, che Alberoni definisce di grande “intensità vitale”, qual è la vera amicizia. L’amicizia, questa amicizia, è nel Rotary di importanza assoluta, vitale; anima dibattiti ed è oggetto di discussione anche nelle assise annuali di incontro e confronto.
Anche il congresso dell’anno 2005-06 del distretto 2080 (comprende il Lazio, la Sardegna e la capitale, Roma) era prevalentemente dedicato all’amicizia, con il tema: l’amicizia nel Rotary, l’amicizia del Rotary. [ii] Fra le relazioni, tutte interessanti, una in particolare, quella Di Mario Morcellini, preside della facoltà di scienze della comunicazione dell’Università di Roma La Sapienza, ha messo a fuoco un aspetto particolarmente importante dell’amicizia: quello inteso come “Amicizia come scoperta e valorizzazione dell’altro: va dove ti porta l’amicizia”. Amicizia, quindi, sostiene Morcellini, come scambievole scoperta reciproca, affetto disinteressato, che matura con la frequentazione, si arricchisce continuamente nella scambio di stima reciproca, poggia le sue fondamenta sulle affinità di sentimenti, di educazione e di cultura.
L’amicizia, però, non è eros, non è amore che può nascere a prima vista. Nell’amicizia non c’è colpo di fulmine. L’amicizia ha bisogno di lunga ricerca. L’amicizia è un sentimento complesso che si sviluppa attraverso un lungo cammino. L’amicizia, come dice Alberoni, si costituisce attraverso una successione di incontri; è una “filigrana di incontri”.
… Osservata dall’esterno, da una prospettiva sociologica, l’amicizia è una solidarietà seriale. Gli individui non sono posti in cerchio, ma uno di seguito all’altro, in fila indiana […]che si incontrano e si lasciano per ritrovarsi di nuovo...[iii]

La filosofia rotariana, che pone l’amicizia alla base della propria esistenza, la concepisce proprio come forma etica dell’amore in cui la stima si antepone all’affetto ed il rapporto relazionale coinvolge più persone. Una delle finalità del Rotary è proprio quella, già citata alla nota 13, di:

… Promuovere e sviluppare relazioni amichevoli tra i propri soci per renderli meglio atti al servire… e ancora … propagare la comprensione reciproca, la buona volontà e la pace tra Nazione e Nazione mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli…

L’amicizia per il rotariano non è solo un fine, ma anche un mezzo per meglio servire l’uomo e i suoi bisogni . L’amicizia nel Rotary, però, non è un obbligo, una imposizione. Il Rotary non ha titolo per imporre l’amicizia. Il Rotary può raccomandare la tolleranza, la comprensione, l’indulgenza e incoraggiare comportamenti etici ed impegno sociale. L’amicizia non è una semplice conseguenza dell’appartenenza al Rotary. Esiste, invece, l’amicizia vera, con tutte le sue implicazioni, che nasce in virtù delle regole del Rotary e che il Rotary prepara e favorisce. Amicizia necessaria per realizzare i suoi scopi: comportamento etico all’interno ed all’esterno, tolleranza e cooperazione. Perché nell’associazione non si entra a domanda, ma mediante la cooptazione? Ma perché gli amici si scelgono! Solo con la scelta, chi è già rotariano, individua un altro soggetto con le caratteristiche e le capacità necessarie per condividere in libertà i fini e gli scopi dell’associazione.
Questa, in sintesi, l’amicizia rotariana.

[i] Francesco Alberoni, L’amicizia pag. 9-11 –ed. Garzanti 2002

[ii] Il tema del 49° congresso annuale del Distretto 2080, svoltosi a Viterbo dall’11 al 14 maggio 2006, aveva per tema L’amicizia nel Rotary, l’amicizia del Rotary. Relatori il prof. Michele Piccione dell’Università di Roma La Sapienza, il vescovo di Viterbo S.E. prof. Lorenzo Chiarinelli, il prof. Marco Mancini, rettore dell’Università della Tuscia, il prof. Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma La Sapienza, la prof. Emanuela Abis dell’Università di Cagliari e la prof. Laura del Terra dell’Università di Roma La Sapienza.

[iii] Francesco Alberoni, L’amicizia pag. 63 –ed. Garzanti 2002
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3 commenti:

barbara ha detto...

mahhh...

barbara ha detto...

mahh..esiste ancora l 'amicizia?

barbara ha detto...

esiste ancira l' amicizia?